mercoledì 8 marzo 2017

Libri VS Film: parliamone!


Una delle cose che amo più fare è senza dubbio vedere film tratti da libri che ho letto e, per la maggior parte amato; mi è capitato anche di guardarne di tratti da libri che non ho apprezzato particolarmente, spinta dalla curiosità e dall’amore per la trasposizione cinematografiche in generale.

In questo post troverete qualche piccola considerazione relativa a tutto ciò: commentate e fatemi sapere cosa avete letto/visto voi, cosa vi è piaciuto e cosa no ma, soprattutto, se vi interessa sapere di più di qualcuno dei titoli di cui vi racconterò, visto che non posso dilungarmi molto per ognuno e ho fatto necessariamente una selezione 😊
Partiamo dalle note dolenti…
“Colpa delle stelle” prima di essere stato per me un film deludente, è stato un libro estremamente deludente. Osannato dall’opinione pubblica, ha scatenato in me una curiosità tardiva che mi ha spinto a considerarlo una meravigliosa esca per boccaloni. Carini gli attori, trovo rispecchiassero adeguatamente i personaggi caratterizzati nel libro ma…nulla di più! Trattando un argomento delicato come la malattia mortale mi aspettavo di soffrire ed emozionarmi molto, molto di più.

Diverso è il caso di “Non lasciarmi” di Ishiguro, altro volume che affronta una tematica pesante come la formazione di individui destinati a sacrificare la
propria vita per salvarne altre. Non ho potuto apprezzare in pieno il libro perché l’ho affrontato in inglese non essendo ancora pronta e preparata a capirne i segnificati ed i termini tecnici. Il film è realizzato tutto sommato bene, anche se non ho ben capito se queel’atmosfera asettica che si percepisce sia voluta o meno.



“The woman in black” di Susan Hill rappresenta una delle più grosse delusioni degli ultimi anni! Sono partita scettica con la visione del film sapendo che il
protagonista sarebbe stato interpretato da Daniel Radcliff ma non mi aspettavo di dover inorridire notando che hanno modificato e reso il finale in maniera aberrante, rovinando totalmente un racconto lungo che, alla fin fine, non è neanche così terrificante. La povera Susan Hill non credo l’abbia presa bene ahahah


Restando in tema horror, ho recuperato in e-book “Bed time” che ho trovato ansiogeno e angosicante al punto giusto, poiché tratta di un maniaco che si nasconde nella struttura
del letto di un’inconsapevole donzella affascinante. A dispetto di quanto prevedevo, il film non mi ha delusa del tutto: di produzione e realizzazione spagnola, trova sia un ottimo pretesto per chi ama il genere per trascorrere un paio d’ore in balia del patema d’animo (wink!)



Passiamo ora alla zona tiepida, che comprende un solo titolo: “Amabili resti” di Alice Sebold racconta l’epopea di una famiglia che tenta di ricostruire gli avvenimenti legati all’assassinio della loro figlia maggiore, stuprata e abbandonata senza vita in qualche luogo abbandonato dal mondo. Il libro è estremamente coinvolgente, scritto in maniera dignitosa e, devo dire, piuttosto empatico; ahimé, non posso dire lo stesso del film, per quanto abbia trovato la fotografia e gli effetti speciali molto d’impatto, tutto viene rovinato anche in questo caso sul finale, riducendo il messaggio della storia ad una “moraletta” adolescenziale.


Poco oltre, verso il caldo, troviamo la mia personale visione di “Io prima di te”.
Ho amato il libro e non mi dilungo più di tanto poiché ve ne ho già ampiamente parlato qui. Trovo che in questo caso il film sia stato realizzato a dovere, fantastici gli attori e emotivamente disturbante tutto il resto. 

Apro una breve parentesi “King” per raccontarvi dei due film che più mi sono
piaciuti. “Carrie” è il primo libro che ho letto del re e il remake che ne è stato fatto qualche anno fa mi ha lasciata molto soddisfatta. Da un racconto lungo sono riusciti a far trasparire una serie di venature e dettagli che trovo fossero doverosi. Per quanto riguarda “Misery”, invece, ho reagito come tanti hanno raccontato…lasciandomi terrorizzare dal libro e restando relativamente indifferente al film, non perché non sia bello ma in quanto pellicola datata priva di particolari suggestioni emotive.

Ridendo e scherzando arriviamo al podio e troviamo alla terza posizione della mia personale classifica, a pari-merito, due film tratti da libri della medesima autrice, di cui vi ho già parlato ampiamente: due su tre dei bestseller di Gillian Flynn sono stati adattati e trasposti egregiamente negli ultimi anni, prima “Dark places” e più di recente “Gone girl”; mentre il
primo ha come un retrogusto cheap, come fosse una produzione a basso costo particolarmente ben riuscita, il secondo si può annoverare tra gli esperimenti meglio riusciti degli ultimi dieci anni. Se amate i thriller psicologici al limite dell’inimmaginabile, non fatevi scappare queste due perle!

Le medaglie argento e oro se le aggiudica lo stesso autore, il mio amato genio indiscusso Dennis Lehane che, affiancandosi a pilastri come Martin Scorsese e Clint Eastwood, ha contribuito a mettere in circolo due dei film migliori di sempre. Prima con “Mystic river”, selezionando attori di enorme calibro come Sean Penn e Kevin Bacon, ha esplorato i meandri della psiche umana traendone delle conclusioni terrificanti quanto estremamente veritiere e offrendoci così uno spaccato di umanità che,, secondo me, facciamo finta di non conoscere con l’indifferenza; poi con “Shutter Island”, forse meno d’impatto ma assolutamente studiato nei minimi termini, al punto di farci dubitare di ogni piccolo particolare della nostra stessa esistenza. 


Spero che questa panoramica generale vi possa piacere e interessare, dandovi magari qualche spunto per le vostre future letture e visioni! Fatemi sapere cosa ne pensate e, se vi va, registratevi come lettori fissi del blog per non perdere i miei sproloqui appassionati ❤ 
Vi si ama. 

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