sabato 10 giugno 2017

Prima che sia domani di Clare Swatman

Buon sabato Amici dei Libri!

Oggi parliamo di un libro che mi ha fatta sorridere, piangere e anche un po’ innervosire 😉 
Ho potuto leggerlo grazie a Libri Mondadori, che ringrazio sempre calorosamente.


Titolo: Prima che sia domani
Autore: Clare Swatman
Editore: Mondadori, Omnibus
Pagine: 288 
Prezzo: 18,00€
Data di pubblicazione: 25 maggio 2017

Trama:

Trovi la tua anima gemella... 
Alcune persone non si accorgono di essere in presenza dell'amore della loro vita neanche quando se lo ritrovano proprio davanti agli occhi. Per Ed e Zoe è stato così: si sono incontrati il primo giorno di università, hanno condiviso anni bellissimi come coinquilini nello stesso appartamento, si sono innamorati... Si sono persi di vista... Poi le loro strade si sono incrociate più volte ma, per motivi sempre diversi, sembrava che non fosse mai il momento giusto.
Solo anni più tardi, dopo che entrambi si sono lasciati alle spalle varie esperienze, il loro amore è finalmente sbocciato...

... e poi succede qualcosa di inimmaginabile. 


Un giorno, mentre stava andando al lavoro in bicicletta, Ed viene coinvolto in un incidente. Zoe è letteralmente incapace di reagire a un evento così tragico, non riesce a trovare una maniera per sopravvivere. Non è pronta a lasciare andare i ricordi. Come può dimenticare tutti i momenti felici, dal loro primo bacio a tutta una vita costruita insieme? Ma, soprattutto, Zoe è tormentata dalla consapevolezza che ci sono delle cose che avrebbe assolutamente dovuto dire a Ed...

Ma forse non è troppo tardi...

“Prima che sia domani” ha fatto sì che in me si scatenassero molteplici emozioni, le più disparate e, spesso, contrastanti nell’arco della lettura.


Non posso tacere il fatto che non trovo la trama una delle più originali: ho visto più di un film trattare l’argomento del “salto nel tempo”, che ha come fine quello di modificare alcuni avvenimenti del passato; per fortuna, nonostante ciò, mi sono appassionata in modo discreto agli avvenimenti e la curiosità di scoprire come andasse a finire la storia non è venuta a mancare.
Attribuisco questo risvolto positivo principalmente alla caratterizzazione dei personaggi, svolta con attenzione e dotata della giusta dose di empatia. 

Mi sono immedesimata in Zoe, donna di mezza età ormai frustrata e affaticata dalla piega che ha preso la sua vita, che si trova a dover vivere per la seconda volta tutti gli avvenimenti chiave della sua relazione ventennale con il marito, così da potergli regalare una sorte diversa da quella che sa essergli stata desinata: la morte per incidente stradale. 

Più volte mi sono trovata a chiedermi cosa avrei fatto al suo posto, ma l’abuso del tema ha spesso spento in me il trasporto che avrei avuto se non avessi già in mente tutti i finali possibili. Ho trovato comunque una scelta stilistica di gran classe quella di far apprendere al lettore diversi passaggi della vita passata dei due protagonisti, tramite l’uso sia di flashback che del “salto nel tempo” già citato sopra.

Lo stile di scrittura di Clare Swatman è scorrevole, cattura decisamente l’attenzione e, torno a dire, ha la forte capacità di farti entrare in empatia con i personaggi. Non ho apprezzato allo stesso modo la ripetitività che ha scelto di attribuire alla protagonista: come apprendiamo nel corso della lettura, Zoe si risveglia ogni giorno in un periodo diverso della sua vita con Ed ma non trovo fosse necessario chiudere ogni singolo capitolo con “Chissà se questo è stato l’ultimo giorno…”. Tralasciando questo dettaglio, sono estremamente felice di aver portato a termine la lettura.

Sono certa che avrei amato questo libro con ogni cellula del mio corpo se mi fosse arrivato una decina di anni fa, prima di Cecilia Ahern e il suo “P.s. I love you”, che per me resta il primo, solo e insostituibile romance appartenente a questo filone.


Consiglio la lettura del romano a chiunque ami i romance, le storie accompagnate da un velo costante di malinconia, e i gesti d’amore che vanno al di là di ogni limite conosciuto. Non abbiate paura di soffrire o di piangere, credo che l’intento dell’autrice fosse proprio quello di trascinare il lettore all’interno della vicenda, come se la stesse vivendo in prima persona, come mi ha suggerito la scelta della medesima persona per l’intera narrazione.


#potrebbefaredipiùmanons’impegna





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