lunedì 27 novembre 2017

Recensione "Piccole fiabe per grandi guerrieri" di Matteo Losa

Buongiorno Amici dei Libri e buon lunedì!

Iniziamo questa settimana recensendo uno degli ultimi libri che vi ho segnalato, gentilmente inviatomi da Libri Mondadori, che ho amato sia per la struttura che per il tema trattato.

Prima di iniziare, vi segnalo la presentazione del libro che si terrà questa sera, lunedì 27 novembre, alla Libreria Mondadori di Via San Pietro all'Orto 11, a Milano. Vi aspetto lì. 


Titolo: Piccole fiabe per grandi guerrieri
Autore: Matteo Losa
Illustratore: J. Pérez
Editore: Mondadori
Collana: Arcobaleno
Anno edizione: 2017
Pagine: 136  
Formato: ill., rilegato
Età di lettura: Da 8 anni


Trama: Da un progetto di crowdfunding, nove fiabe che aiutano ad affrontare l'esperienza della malattia. Da piccoli abbiamo imparato che il bene vince contro il male. Poi siamo diventati grandi e abbiamo scoperto che non è sempre così. La vita non fa sconti e sognare è la qualità dei coraggiosi. Eppure il lieto fine è possibile, anche quando il tuo antagonista è la malattia. "Piccole fiabe per grandi guerrieri" è un libro di fiabe contro il cancro, per raccontarlo disegnandone le emozioni attraverso la struttura della fiaba classica. Nove storie, per affrontarlo e possibilmente sconfiggerlo, senza mai nominarlo. Perché è proprio a questo che servono le fiabe, fin da quando siamo piccoli: esorcizzare e sconfiggere le paure, insegnandoci a conoscere la realtà. Dalla sorpresa al disgusto, dalla gioia alla rabbia, le emozioni entrano in gioco e si muovono nelle storie di personaggi sensibili, poetici e immaginati, a infondere coraggio anche quando non ne hai più: Petra con il suo scoglio, il giovincello con la schiena curva, il criceto pettirosso, il gigante e molti altri. Fiabe universali, da leggere a ogni età. Anche se non si è bambini, anche se non si è malati.  
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Il presupposto da cui nasce questo romanzo è profondo, importante e doloroso: in questo mondo esistono malattie terribile, a cui purtroppo, spesso, non c'è rimedio; l'unica arma di cui ci si può avvalere è il coraggio, quello che serve a non arrendersi mai.

L'autore del libro è giovane quanto, ahimè, malato. Essendo la sua opera composta di fiabe, Losa ha deciso di iniziare con un esatto opposto, la storia della sua malattia. Ho trovato la prefazione straziante, per quanto credo non fosse esattamente l'intento prefissato. Sono particolarmente sensibile all'argomento (difficile non esserlo) ma ciò non mi ha impedito di godere a pieno del contenuto del libro.

Ogni titolo dato ad una fiaba è studiato nel particolare, arricchito da un sottotitolo che ci indica a quale fase della gestione della malattia esso, e la fiaba stessa, sono collegati. Sorpresa, Paura, Disprezzo, Rabbia, Disgusto, Gioia e Tristezza, ci vengono presentate come le “sette emozioni di base”, ovvero le prime ad essere totalmente coinvolte nel processo che parte con la scoperta della malattia e che si sviluppa durante il percorso di accettazione e gestione della stessa. 
Troverete, prima che inizino le fiabe, l'elenco completo dei titoli associati ad ognuno dei relativi sentimenti provati dal paziente.  

Mentre scrivo questa recensione continuo a chiedermi se le parole che sto usando siano quelle giuste, se sia il caso che io parli, o meglio scriva, di un tema così delicato, che causa sofferenze che sono inimmaginabili per chi non le prova sulla propria pelle, sia egli malato o vicino al malato. Provo una sorta di timore, che non si può definire reverenziale ma di certo ci somiglia molto, che mi fa dubitare di ogni singola riga, che scrivo e cancello di continuo.

Forse questo accade perché, per quanto sia giusto e importante attribuire un giudizio critico alle fiabe di per loro che Matteo Losa ha voluto regalarci, avvicinando ognuno di noi ad una parte della vita che ritengo sia giusto conoscere, trovo sia molto più importante e significativo che io vi renda partecipi di quello che ho provato durante la mia personale esperienza di lettura.

I primi pensieri li ho rivolti al percorso che Matteo, e chi ha lavorato con lui, deve aver intrapreso con non poca fatica, che lo ha condotto a portare a termine un progetto fatto di dedizione, sforzo e tanto, immenso coraggio; perché a volte, per farsi ascoltare, non basta urlare a squarciagola. A volte, servono tempo e pazienza per posizionare uno sopra l'altro tutti i mattoncini che occorrono per costruire una casa che possa contenere i propri sogni. 

Successivamente, addentrandomi nell'atmosfera fiabesca che aleggia tra le righe, sono tornata bambina: ho pensato incessantemente a mio padre che, pur di aiutarmi a trovare un sonno che fosse il più sereno possibile, specialmente quando ero molto, molto piccola, si è inventanto una moltitudine di personaggi, storie e ambientazioni, capaci sia di farmi sentire bene, nell'immediato, ma anche di insegnarmi molte più cose di quanto mai mi sarei potuta immaginare, con il senno di poi. 


La fase che è venuta dopo è stata, per me, quella più dolorosa: leggendo del protagonista di una delle fiabe, un piccolo scoglio “vivo” che, volente o nolente, tra atroci sofferenze, è destinato ad essere completamente eroso dalla violenza dell'acqua del fiume dove è situato, ho preso coscienza del parallelo che esiste tra lui è un bambino divorato dalla malattia: arriva un momento in cui tutti desiderano soltanto un po' di pace, seppur trovarla voglia dire arrendersi, smettere di lottare. 

Perché non sempre ci si può sentire forti, non sempre ci si può far vedere invincibili. Ogni tanto, immagino si senta la necessità viscerale di dire a tutti che non ci sono più forze, che la pazienza è finita.

Di libri come quello di Losa sarebbe bello ce ne fossero di più. Per i malati, per chi gli sta vicino e per noi, che ne sappiamo poco quando, invece, dovremmo saperne molto di più. Perché è così, credo, che l'empatia potrebbe iniziare a prendere il sopravvento su freddezza ed egoismo. 

Consiglio la lettura di queste fiabe a chi è stufo di restare a guardare da lontano, a chi sente di ricoprire un ruolo in questa vicenda, nonostante non sia la sua.
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#pazzagioia   


7 commenti:

  1. Adoro il modo sebsibile cui hai parlato del libro, mi piace l'idea del libro e spero di leggerlo e piangere :3

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    1. Merita davvero, e tu fai piangere me ahahahahha

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  2. Mi sono già commossa leggendo la trama e la tua recensione, sembra un libro davvero troppo importante per essere ignorato ❤️

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    1. Ma grazie mille cara <3 che meravigliose parole, grazie davvero!

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  3. È un libro che mi incuriosisce tantissimo 😍

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