lunedì 3 aprile 2017

Indignazione

Ho letto uno di quei libri che, come l’arcobaleno dopo la tempesta, ti segnano l’anima per sempre.

Indignazione di Philip Roth – Einaudi 2009 – 10,50€ per 144 pagine


Tutto è scaturito dalla notizia dell’uscita di un film di Ewan McGregor: “Pastorale Americana” sarebbe uscito di lì a poco nelle sale e io, come da tradizione, mi sono fiondata in libreria ad acquistare il libro, pregustandomi il confronto che io tanto amo fare.

Come sempre, però, in rete hanno cominciato a diffondersi recensioni e opinioni relative all’opera in questione, le quali mi hanno gentilmente regalato un timore reverenziale nei confronti dell’autore e del suo capolavoro, senza precedenti. Per questo motivo, indecisa sul da farsi, ho pensato di acquistare uno scritto “minore” di Roth, al fine di potermi approcciare, a lui e alla sua scrittura, in maniera graduale e non troppo traumatica. Bene: non avrei potuto fare scelta migliore.

Indignazione è indefinibile.
Indignazione è un messaggio, un racconto e un’esperienza. 
Indignazione è il quadro che Roth ha dipinto con i colori che il suo vissuto gli ha donato, che non vuole essere un insegnamento ma finisce per essere esattamente questo.


Nella vita di Marcus non succede niente di diverso da ciò che accade ad un qualsiasi ragazzo americano che, raggiunta la maggiore età, deve compiere delle scelte per cominciare ad indirizzare il suo futuro verso quelle che sono le proprie ambizioni; la scelta del college, l’allontanamento dalla famiglia e da casa, e l’intavolazione di nuove relazioni sociali con svariate tipologie di persone. 

Non sono poche le difficoltà che un giovane adulto incontra in questa particolare
fase della vita, e non farsi abbattere non è sempre così semplice. Marcus però, non contempla la possibilità di resa, che sia al potere o alla prepotenza, e porta avanti i suoi ideali e principi senza mai voltarsi indietro, o quasi.

Della trama di questo racconto lungo non si può raccontare di più, la storia va bevuta tutta d’un fiato, così come è stata scritta. 

Lo stile di Roth mi ha lasciata in apnea: così semplice e lineare è al contempo pregno di significato e di trasporto, ti impedisce di staccare gli occhi dalle parole come se da questo dipendesse la sopravvivenza del lettore. Mai scontato, mai banale. 

Vi lascio la frase che più mi ha colpita, tra tutte le altre, perché penso non ci sia niente di meglio per trasmettere l’emozione che mi ha investita e trascinata in un loop senza ritorno. 

"Tu non diventare così. Cerca di essere più grande dei tuoi sentimenti. Non sono io che te lo chiedo, ma la vita. Altrimenti finirai spazzato via dai tuoi sentimenti. Spazzato via senza poter più tornare indietro. I sentimenti possono essere il più grande dei problemi. I sentimenti possono giocare gli scherzi più crudeli. Ne hanno giocato uno a me quando sono venuta a dirti che avrei divorziato. Ora io quei sentimenti li ho affrontati. Promettimi che tu farai lo stesso con i tuoi."

#pazzagioia, senza dubbio. Forse dovrei inventare un voto bonus, per questo genere di capolavori.





6 commenti:

  1. Bellissima recensione, anche se sono sicura che non è il mio genere! Tu si che leggi libri di alto livello, complimenti!

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  2. Miseriaccia ladra! Che estratto straordinario hai messo! Non puoi però obbligarmi ogni santa volta a mettere un nuovo libro in wish list... Già non ho soldi... Così finisco anche quelli che ancora non sono entrati nelle mie tasche (bucate) T_T AHAHAH

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    1. Ma grazie cara ihihih so che dovrei sentirmi in colpa ma...no! ahahahahha

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